Chiarimenti – valutazione degli apprendimenti e validità dell’anno scolastico.
Le attività didattiche non si riducono solo alla lezione, parte di una UDA disciplinare o interdisciplinare che declina i risultati di apprendimento trasmessi con i Regolamenti, DD.PP.RR. 87 e 88 del 2010, e con l’ultima riforma dei professionali, in obiettivi formativi per quella classe e eventualmente personalizzati per determinati alunni ( portatori di interessi speciali). Nell’ottica della valorizzazione e unicità della persona, è un dato di fatto che la crescita educativa, culturale integrale e armonica degli alunni si alimentano del contributo fattivo di ogni esperienza educativa ed è alquanto impossibile attribuirne il valore univocamente da un fattore, spesso ricercabile nella lezione classica. L’esperienza didattico-educativa si arricchisce di una pluralità di attività: percorsi PCTO, INVALSI, progetto L2, legalità, cyberbullismo, contrasto alla violenza di genere, recupero/potenziamento, piano di integrazione degli apprendimenti, Piano di apprendimento individualizzato, apprendimenti informali e non formali, …… È doveroso, coerentemente, valutare la pluralità delle esperienze e non solo la lezione; altrimenti l’assenza o la riduzione alla semplice lezione sarebbe incomprensibile agli alunni e le priverebbe del vero senso. Gli esiti degli apprendimenti di ciascun alunno in ogni contesto educativo devono arricchire il Curriculum dello/a studente/studentessa, comprendendo anche gli apprendimenti informali e non formali. Nelle scuole, in generale, manca l’attitudine a storicizzare gli apprendimenti degli alunni; si valuta solo il presente. Si valuta meno il processo e la storicizzazione. In un approccio plurale dell’apprendimento si registra anche il tempo, come già avviene naturalmente per la lezione comune. In questo nuovo scenario ogni alunno avrebbe un tempo personalizzato. Per una maggiore credibilità della scuola, si invitano i docenti a registrare il tempo scuola, non in giornate ma in ore, comprendendo la pluralità delle esperienze educative. Questa esigenza risulta maggiormente pregnante nella misura in cui nella DaD gli alunni fanno scelte selettive non solo per lo studio, ma anche nella frequenza. Sottolineo, il tempo va registrato per ogni disciplina e verbalizzato, anche per le esperienze educative altre. Gli alunni, mediante opportuna informazione, non dovrebbero mai perdere la consapevolezza e la coscienza della non ammissione alla classe successiva per il superamento del 25% delle presenze. Ad oggi il limite alle assenze è ancora vigente, fatte salve le deroghe approvate nel PTOF. Nei verbali degli scrutini è utile riportare non solo i casi a rischio di dispersione per il profitto, ma anche per la frequenza scolastica, e nel contempo il coordinatore avrà cura di interpellare le famiglie. È opportuno precisare che le assenze degli alunni, secondo quanto previsto dal Regolamento d’Istituto devono essere giustificate al primo giorno del rientro a scuola: ciò esclude la giustificazione cumulativa delle assenze a distanza anche di mesi dagli eventi.